Golf Lido di Venezia

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Narra la leggenda  che sia stato l’americano Henry Ford, presidente della famosissima casa automobilistica, il primo ideatore  della costruzione di un percorso di golf al Lido di Venezia. Arrivato  nel 1928 all’Hotel Excelsior attirezzato di  sacca e mazze, scoprì che né il Lido, né Venezia, si poteva godere di un campo da golf dove praticare quello sport  che in Italia era ancora poco praticato.Dimostrando  il suo disappunto al Conte Giuseppe Volpi di Misurata, suo amico e personaggio molto influente, a suo tempo Presidente della Compagnia Italiana Grandi Alberghi (CIGA,), Ford lo incitò a cercare al Lido il luogo adatto dove poter far sorgere un campo all’altezza delle eleganti strutture già presenti nell’isola al tempo d’oro.

GOLF VENEZIA
golf club venezia

Del resto il conte Volpi con una geniale idea avrebbe dato vita nel 1930 al 1° Festival Internazionale della Musica, nel 1932 al 1° Festival del Cinema, nel 1934 al 1° Festival del Teatro, avvenimenti cultural-mondani che da allora ad oggi si susseguono con cadenza annuale o biennale. Basti pensare che,  in occasione della Mostra del Cinema, che ogni fine estate vede arrivare al Lido stars da tutto il mondo, i premi ai miglior attore e attrice, sin dalla nascita, portano la sua memoria, chiamandosi appunto Coppa Volpi. L’area individuata da Volpi e Ford fu agli Alberoni, l’estremità a meridionale del Lido, vicino  alla bocca di porto rinominata di Malamocco, una zona di 100 ettari le cui caratteristiche naturali si presentavano molto simili ai campi da golf scozzesi, dove l’ unicita’ della sabbia e del vento adriatico avrebbero reso il gioco all’altezza delle tradizioni britanniche.
Attorno ad una vecchia fortificazione del tempo austriaco costruita per la difesa di Venezia e tuttora in buono stato, con ancora scuderie e alloggi militari che costituiscono l’ edificio principale della attuale Club House, nel 1928 furono avviati i lavori sotto la direzione dell’architetto scozzese Cruikshank che disegnò le prime 9 buche, dotando finalmente il Lido di un intrigante par 35 che fu inaugurato nel 1930 con una settimana di gare, cui parteciparono i primi 25 soci iscritti al nuovo Circolo, provenienti dalle famiglie nobili dell’aristocrazia veneziana.

Il Golf del Lido di Venezia ospitò negli anni avvenimenti di particolare interesse, e personalità famose lo frequentarono. Rimane il triste ricordo di un incontro nell’estate del 1934 tra Hitler e Mussolini, ancora, volti noti come Henry Cotton, o il Duca di Windsor, o l’attore Bin Crosby si dilettarono lungo il particolare percorso lidense, come ricorda Tullio Scarso, il primo maestro del Circolo. Nel secondo dopoguerra il gioco del golf inizio’ a divulgarsi anche in Italia, tanto che fu forte l’esigenza di ampliare  e modificare il campo, e su progetto dell’Architetto C.K. Cotton furono aggiunte altre 9 buche, arrivando ad un impegnativo par 72.
Dopo l’alluvione del 1966, venne rilevata l’ estrema delicatezza e dipendenza dalla falde artesiane, vennero chiusi i pozzi e creati dei laghetti come bacini per l’irrigazione del campo, vicino alla buca 11 e alla 13, rendendo il percorso ancora piu’ interessante  più un terzo piu’ piccolo in mezzo. Da allora altre  importanti manifestazioni si sono susseguite, dall’Open d’Italia del 1955, nel 1960 e nel 1974; alle 3 edizioni dell’Open Seniores nel 2005, 2006, 2007. Giocatori di fama mondiale si sono cimentati lungo il percorso; da Arnold Palmer (detentore del record, 5 sotto il par!) a Severiano Ballesteros, Baldovino Dassù, Tony Jacklin, Lee Treviso. Molte sono le caratteristiche peculiari del campo, che lo rendono unico nel suo genere.

Dall’ampia selezione di alberi – pini marittimi, salici, pioppi e gelsi, – che ne costeggiano i fairways, rendendo difficoltoso il gioco,  mantenendolo rigoglioso e praticabile per 12 mesi l’anno, al fondo auto-drenante sabbioso  e atto di assorbire in poco tempo anche le piogge più abbondanti, al vento scirocco o bora che può improvvisamente sconvolgere le tattiche di gioco, uniti alle difficoltà stesse delle buche, sono tutte peculiarita’ che rendono il Golf del Lido di Venezia uno dei più prestigiosi e difficili d’Italia. Numerose sono le specie animali che lo abitano: dall’airone cinerino, fagiani, anatre, mutrie. La buca più originale continua ad essere la mitica 9. Un par 3 cieco costruito attorno ad un bastione del XVIII secolo, con il green da raggiungere scavalcando un ostacolo d’acqua frontale. Fino al 1970, quando si arrivava al tee di partenza della 9, si chiamava per telefono il ristorante e si ordinava; i caddies, dalla cima del terrapieno segnalavano ai giocatori la posizione della bandiera, o se c’erano ancora giocatori sul green. In seguito fu messa una campana, che, presto risucchiata dagli alberi, fu sostituita da una luce lampeggiante sulla sommità.

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