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Un’ oasi di flora e fauna tutelata dal WWF

oasi wwfA pochi passi in linea d’aria dalla folla che si accalca in Piazza San Marco, si estende a ridosso del Golf di Venezia un’Oasi tutelata dal WWF, polmone verde che racchiude flora e fauna in via di estinzione.

Si presenta come una successione di dune che, dalla battigia antistante la spiaggia, si elevano via via verso l’interno, in dune embrionali, dune mobili e dune stabilizzate (quelle meno soggette all’erosione dei venti), fino al nucleo boschivo più interno, caratterizzato da una pineta creata da un rimboschimento del dopoguerra.

Un ambiente che già aveva sedotto nei suoi viaggi in Italia anche lo spirito pre-romantico di J.W. Goethe, il quale, trasportato da Venezia in gondola al Lido, durante una passeggiata sull’arenile, così lo descriveva: “Sulla spiaggia del mare ho trovato diverse piante di cui i caratteri simili m’han fatto conoscere più da vicino le loro proprietà: esse sono tutte ad un tempo grasse e robuste, succose e tenaci come piante alpestri, ed è chiaro che appunto l’antico sale del terreno sabbioso, e più ancora l’aria salsugginosa, dà ad esse tali proprietà”.

Il nucleo dell’Oasi non esisteva fino al 1800 tanto che il mare arrivava a lambire l’antico Forte degli Alberoni.

Costruito tra il 1646 e il 1650 su idea di padre Martinengo in collaborazione con l’ingegnere militare Andrea Moretti per ospitare 6 cannoni, nel 1726 fu ridotto nelle dimensioni perché ritenuto poco difendibile dal Maresciallo della Serenissima Giovanni Maria Von Schulemburg, modificato dai Francesi nel 1814 con la creazione di un fossato difensivo e infine ristrutturato dagli Austriaci nel 1856. Oggi è inserito all’interno del percorso di Golf in prossimità della buca 9, che proprio grazie a questa presenza architettonica, può considerarsi unica nella sua specificità.

sparto pungenteLa spiaggia si formò dunque, dopo la costruzione della diga Nord della Bocca di Porto di Malamocco, nel 1872, attraverso la lenta azione dei venti di bora e delle correnti marine che accumularono la sabbia lungo il litorale.

Ben visibile anche lungo il percorso di gioco è lo sparto pungente (il nome significa “amante della sabbia”), una graminacea a densi cespi, terminante con una pannocchietta giallo-argentea, che ha la funzione di consolidare grazie alle sua robuste radici, le dune mobili, assorbendo l’acqua e trattenendo la sabbia.

fraticelloAnche la fauna che si può incontrare lungo i fairway è molteplice; oltre alle anatre che si muovono in comitiva arrivando fino in Club House, fagiani e fagianelle, l’airone cinerino, ma possono avventurarsi lungo il percorso anche esemplari di fratino (un uccello che nidifica in mezzo alla sabbia) o il fraticello (a caccia di pesciolini lungo la spiaggia); la beccaccia di mare nei periodi di migrazione; il gruccione (uccello colorato proveniente dall’Africa), l’occhiocotto e lo zigolo nero, che nidificano in pineta, o esemplare rarissimo, il succiacapre, uccello crepuscolare che scende al tramonto il cui volo è simile al falco. Nelle aree boschive, il rigolo e il picchio rosso, il picchio verde e l’upupa. Vicino alle zone di acqua dolce e ai fossati martin pescatore, garzetta e tarabusino.

Non mancano neppure le specie anfibie, come raganella e rospo smeraldino, oltre alle sempre più socievoli nutrie che cercano compagnia tra il green della 8 e vicino alle pozze della 10 e della 14.

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